Otto deputati del Pdl contro le nuove norme che puniscono l'omofobia introducendo un'aggravante di pena. Alfredo Mantovano, Maurizio Lupi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Barbara Saltamartini, Alessandro Pagano,
All'esame della Camera, scrivono gli esponenti di maggioranza, c'e' "la proposta di legge dell'onorevole Concia, cui e' stata unificata una analoga dell'onorevole Di Pietro, che punta a introdurre nel codice penale l'aggravante di 'avere, nei delitti non colposi contro la vita e l'incolumita' individuale, contro la personalita' individuale, contro la liberta' personale e contro la liberta' morale, commesso il fatto per finalita' inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato'".
Con questa norma, continuano i parlamentari di maggioranza, "delitti come percosse, violenze private, lesioni, ma anche condotte non riconducibili ad aggressioni fisiche, come minacce e ingiurie, potrebbero essere puniti fino a un terzo di pena in piu'". Lo scopo "di questa nostra dichiarazione di intenti, aperta all'adesione di chiunque la condivida- sottolineano gli otto deputati Pdl- e' di esporre le ragioni per le quali riteniamo invece che l'approvazione della legge sia pericolosa, in se' e per gli effetti che puo' determinare; e quindi per manifestare la nostra opposizione a essa, dentro e fuori il parlamento". L'appello di Mantovano, Lupi, Bertolini, Bianconi, Saltamartini, Pagano, Vignali, Farina contro le norme anti-omofobia cosi' continua: "E' noto che il nostro ordinamento punisce senza distinzioni ogni aggressione alla integrita' della persona e alla sua sfera morale, e in piu' contiene un'aggravante consistente nei 'motivi abietti'. Tale circostanza comprende agevolmente le situazioni in cui la condotta e' realizzata allo scopo di offendere, a causa dell'orientamento sessuale, la dignita' di ogni persona, come insegna una giurisprudenza ormai quasi secolare. Peraltro- aggiungono- indirizzare una nuova aggravante su 'finalita' inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale', cioe' sul finalismo specifico della condotta, significa contraddirsi".
Secondo gli otto deputati, "l'offesa alla persona in quanto distruttiva di un bene personale, e' essa stessa una discriminazione, al di la' dell'orientamento sessuale della vittima". Quindi sottolineano: "Siamo convinti che ci sia tanto lavoro da compiere per superare e rimuovere le discriminazioni. A condizione che le si individui nella loro esatta realta' e consistenza, contrastando norme, come quella della proposta Concia-Di Pietro, che, pur con l'intenzione di combatterle, rischiano di introdurne altre, e piu' pesanti. Una discussione- concludono- all'interno del gruppo del Popolo della liberta' sara' l'occasione per approfondire gli aspetti problematici che essa pone".
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